Carta carbone onirica
Novembre 29, 2006
Ero a casa da solo, stava per diventare giorno, nello studio cadevano degli oggetti per terra, poi era come se fossi stato all’aperto. Vedevo la mia compagna in mezzo a una piazza, vicino a lei un pagliaccio molto alto con un lungo cappello nero. Le gridavo di stare attenta e mi avvicinavo a loro. Il pagliaccio veniva barcollando e scherzando verso di me e ci scontravamo, io mi avvicinavo a una bicicletta e insieme a lui facevo finta di cascarci addosso.

Poi era come se non fosse successo nulla: eravamo ancora a casa. Dalla cucina, io e la mia compagna, vedevamo un uomo in motocicletta che pareva sospeso per aria; tutto ciò mi sembrava impossibile allora vedevo in effetti che guidava sui tetti. Parlavo alla mia compagna come se il fatto del pagliaccio fosse stato una cosa che era già accaduta, ma allo stesso tempo che stava per accadere, allora pensavamo insieme ad un’azione da intraprendere al momento in cui avremmo visto il pagliaccio. Non so come mi ritrovavo in una specie di corridoio, c’era anche mia sorella, le raccontavo tutto e lei mi faceva una foto mentre parlavo, e io le disegnavo il pagliaccio, proprio come ho fatto adesso appena mi sono svegliato.